Essiccare i semi di cavolo nero e finocchio: il ciclo che si rinnova ogni anno


C’è qualcosa di quasi rivoluzionario nell’idea che una pianta possa ricominciare da sé. Non compri nuovi semi ogni anno. Non dipendi da nessun negozio di giardinaggio. Lasci fare alla natura quello che la natura sa fare da millenni — e tu sei lì, con un barattolo di vetro, a raccogliere il filo del ciclo successivo. È quello che ho imparato dal mio cavolo nero e dal mio finocchio. Due storie diverse, un gesto comune.

Tempo di lettura: 5 min


Il cavolo nero: una storia biennale

Il mio cavolo nero ha oltre due anni. L’ho piantato nell’ottobre del 2024. E tuttora vive sul mio balcone — una cosa che non mi aspettavo quando l’ho seminato la prima volta.

Il cavolo nero (Brassica oleracea var. acephala sabellica) è tecnicamente una pianta biennale: al primo anno cresce, produce foglie, si nutre. Al secondo fiorisce, fruttifica, rilascia i semi — e il ciclo ricomincia oppure la pianta muore.

Al primo anno ho avuto pochi fiori, timidi, quasi esplorativi. E solo due silique — questo è il nome tecnico dei baccelli allungati del cavolo nero, tipici di tutte le Brassicaceae — strette e verde pallido, che sembravano quasi un esperimento. Le ho osservate crescere con quella curiosità mista a sorpresa di chi non si aspettava di arrivare fin lì. (fonte: agraria.org)

Al secondo anno, invece, è successa un’esplosione.


Il secondo anno: fiori, api e silique ovunque

La pianta aveva raggiunto quasi un metro e venti. I fiori gialli erano comparsi a decine, poi a centinaia. E con loro — le api.

Proprio vicino al vaso del cavolo avevo messo un hotel degli insetti con canne di bambù, e le api solitarie avevano trovato lì la loro base. Ogni mattina le vedevo muoversi tra i fiori gialli del cavolo e i tubolini di bambù, in un piccolo ecosistema che si era creato da solo, senza che io avessi pianificato nulla.

Le silique si sono moltiplicate: lunghe, cilindriche, piene di semi rotondi e scuri. Ogni siliqua porta numerosi semi rotondi di colore nero bluastro. Quando le ho viste ingiallire e seccarsi, ho capito che era il momento. Cucinare.


Come ho essiccato i semi di cavolo nero

Ho raccolto le silique quando erano completamente secche sulla pianta — non prima, perché i semi devono maturare fino in fondo. È stato circa a metà di maggio che hanno cominciato a seccare. Una volta staccati dalla pianta, ho aperto delicatamente i bacelli e raccolto i semi neri in un barattolo di vetro dove prima ho inserito del riso e della carta da forno, così per assorbire l’umidità.

Le ho aperte a mano, una per una, sopra un foglio di carta. I semi sono usciti facilmente, piccoli e compatti.

Al primo round ho contato 231 semi, poi 342. wow! Ho deciso così di seminare negli alveoli che avevo usato per porri e melanzane, ricordate? Ho posizionato bene nella terra 5 nuovi semi, ciascuno in ogni alveolo. Dopo 2 giorni già i primi due mini germogli. evviva!!! Così avrò cavolo nero in inverno e oltre….Chissà che varietà verrà, poiché le api quest’anno mi hanno fatto visita ogni giorno e potrebbero aver incrociato i pollini…..wow di nuovo! Tante belle sorprese per il mio primo orto sul balcone a Verona!

Per la conservazione ho usato un barattolo di vetro con dentro un cucchiaino di riso crudo — il riso assorbe l’umidità residua e protegge i semi — e ho tappato con un foglio di carta da forno sotto il coperchio, per lasciare respirare senza far entrare umidità.

I semi di cavolo nero, se conservati correttamente, durano in media fino a 5 anni. A luglio riproverò la seconda semina per avviare un nuovo ciclo biennale. Si prevede un ottimo inverno! CUKI

Guardate il video in cui racconto come io raccolgo i semi del cavolo nero e come li conservo..Ad oggi, 1 agosto, ne conto più di 1000 !!

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Il finocchio: un errore che mi ha dato una pianta straordinaria

La storia del finocchio inizia con un errore.

L’avevo seminato vicino al rosmarino — il che è esattamente ciò che non si dovrebbe fare. Il finocchio è una pianta allelopatica: rilascia sostanze che inibiscono la crescita delle piante vicine. Il rosmarino, purtroppo, è stato lentamente soffocato. (se vuoi approfondire le associazioni sbagliate, ne parlo nell’articolo sulle erbe aromatiche sul balcone)

Ma il finocchio — libero da ogni competizione — è diventato una pianta altissima, esuberante, quasi selvaggia. E a fine primavera dello scorso anno mi ha regalato un’ombrella piena di semi profumatissimi.


Come ho essiccato i semi di finocchio


I semi di finocchio si raccolgono quando l’ombrella (l’infiorescenza a forma di ombrello) comincia a ingiallire e i semi diventano grigio-verdini. Non aspettare che cadano da soli — li perderesti tutti.

Ho tagliato l’ombrella intera e l’ho messa a testa in giù in una ciotola di paglia, al buio, per tre settimane. Il buio rallenta l’ossidazione e preserva gli oli essenziali — quelli che danno al finocchio il suo profumo così caratteristico.

Se vuoi vedere esattamente come l’ho fatto, ho pubblicato un video su Instagram — lo trovi sul mio profilo [@ilmioortoinbalcone] oppure in fondo a questo articolo.

Dopo tre settimane i semi erano pronti: li ho riposti in un barattolo di vetro, al fresco e lontano dalla luce, pronti per le tisane invernali.

I semi di finocchio selvatico sono ricchi di anetolo, la sostanza responsabile del profumo anisato, e vengono usati da secoli in tisane digestive e antispasmodiche. (approfondisci su Naturalmentebenessere.it e Cure-naturali.it)


Il ciclo che si rinnova

Conservare i semi non è solo un gesto pratico. È un modo di pensare il tempo in modo diverso.

Non c’è inizio e fine — c’è un giro continuo: la pianta cresce, fiorisce, porta i semi, si secca. E tu raccogli quel piccolo testimone e lo passi alla stagione successiva. Come si faceva da sempre, prima che i semi si comprassero in bustina.

Sul balcone, anche con pochi vasi, questo ciclo è possibile. Anzi, forse è proprio lì — in quello spazio piccolo e controllato — che lo si osserva meglio.


Hai mai essiccato semi dal tuo balcone o giardino? Io ci sto provando sul mio orto sul balcone a Verona, con tanta pazienza e lentezza. Raccontami nei commenti come lo fai tu.


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